Avete cura dei vostri animali? Volete difendere i vostri cuccioli a 4 zampe dalla minaccia che incombe in questi giorni? Nelle prossime righe troverete qualche consiglio su quali provvedimenti adottare in caso di contagio. Il Dipartimento di Stato dell’Agricoltura e dei Servizi di Consumo conferma che lo Stato della Florida ha avuto il suo primo focolaio di questo virus altamente contagioso di influenza del cane già nel 2015. Circa una settimana fa sono stati confermati dalla facoltà di Medicina veterinaria dell’Università della Florida più di una dozzina di casi, su alcuni cani che sono stati infetti dopo aver partecipato ad alcune mostre cinofile a DeLand e Perry, in Georgia, dal 19 maggio al 27 maggio. Il Dott. Michael Short medico veterinario della sanità della Florida, che presiede al monitoraggio di questo virus in Florida, afferma che per molti cani la scelta migliore fosse l’ospedalizzazione in clinica veterinaria, ma ha anche aggiunto che sono tutti in condizioni stabili. L’influenza, continua il Dott. Michael Short, solitamente non è fatale per i cani e non può diffondersi tra gli esseri Umani. Tuttavia occorre prestare attenzione ai gatti tra i quali può diffondersi e, se lasciato non trattato, può portare degenerare in una polmonite. “È molto contagiosa, occorre molta attenzione da prestare alle zone frequentate dai vostri animali domestici e con quali animali entrano in contatto”, ha affermato la Dott.ssa Marta Lista, del Trail Animal Hospital, che è in pre allarme da una settimana nonostante non siano ancora giunti casi sospetti. Infine prosegue dicendo: “La maggior parte dei cani non ha l’immunità e non hanno vaccini”. Dunque cercando di fare chiarezza se siete a Miami o in qualsiasi altra città della Florida e iniziate a notare i sintomi sul vostro compagno a 4 zampe come tosse, starnuti, naso secco, aumento della temperatura corporea e letargia, la cosa migliore da fare è contattare immediatamente l’ambulatorio veterinario più vicino, e, se tali sintomi venissero confermati, occorre mantenere lontano il proprio animale da altri animali finché non vengono trattati. Gli animali che contraggono il virus devono essere messi in quarantena per almeno quattro settimane e seguire una terapia. La Dott.ssa Lista continua affermando che i cani non avendo un’immunità naturale all’influenza, unito al fatto che il virus può sopravvivere nell’ambiente esterno fino a 24 ore, l’infezione potrebbe avvenire semplicemente esponendo il proprio animale ad una zona virulenta, come ad esempio un cane che va alla toilette per animale, in cui vi era nelle precedenti 24h un cane ammalato, che risulta dunque altamente probabile la contrazione del virus. Fino a ieri, i veterinari non hanno raccomandato la profilassi di vaccini, perché il virus non è stato ancora confermato dalle autorità sanitarie dello stato della Florida. Tuttavia, continua la Dott.ssa Lista, il consiglio è di effettuare le vaccinazioni messe a disposizione a tutti i proprietari di cani e gatti e lo consiglia soprattutto a quei cani o gatti che potrebbero essere imbarcati in nave o in aereo per un viaggio. Ma da dove nasce questo virus dell’influenza? A seguito di molti studi, gli scienziati ritengono che originariamente il virus si sia diffuso in Cina, nella penisola della Corea e della Tailandia, ma solo tra uccelli. Secondo l’American Veterinary Medical Association, il passaggio dai volatili ai mammiferi può esser avvenuto all’interno dei mercati di uccelli vivi, con la presenza di qualche cane al guinzaglio di persone presenti alle fiere o di cani randagi che, in assenza di cure si sono fatti portatori di tale virus nelle metropoli. Curioso come già nel 2015, i cani a Chicago cominciarono a ammalarsi, con numeri che raggiungevano circa un migliaio di esemplari, mentre il virus si stava diffondendo nel Midwest. L’AVMA ha tuttavia aggiunto che nonostante i primi casi siano nel continente Asiatico, per cui la diffusione fosse iniziata tra i cani dell’Asia, non vi è alcuna prova i tale diffusione. Il virus può essere trasmesso da tosse e starnuti di cani, che diffonde i germi fino a 20 piedi di distanza. Le epidemie si verificano tipicamente in luoghi dove gli animali domestici sono a stretto contatto, come i canili, le cliniche veterinarie, i parchi e le toilette per animali. Quasi tutti i cani esposti al virus si ammalano, ma solo l’80% degli infetti mostra alcuni dei sintomi citati sopra. Quello più comune è una tosse che può durare fino a tre settimane, nonostante il trattamento con antibiotici, e sempre secondo l’AVMA la maggior parte dei cani può recuperare a casa, ma in alcuni casi l’influenza può degenerare in una polmonite, come ha specificato nell’intervista la Dott.ssa Lista. Martedì 30 Maggio, i funzionari UF non erano in grado di dire dove si sono verificati i casi della Florida. La Dott.ssa Lista rimane tuttavia preoccupata che i numeri possano salire nel breve periodo. “Non sarà facile da contenere”, ha detto. “E’ sufficiente un parco frequentato da cani, con lo starnuto di uno che si può estendere fino a 20 piedi, il virus può diffondersi molto rapidamente”. Per ulteriori informazioni restate aggiornati su Buongiorno Miami.

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