Giornata importantissima ieri per i 20.000 sportivi che si sono messi alla prova partecipando alla Maratona di Miami che ha spento ormai la sua sedicesima candelina.

I maratoneti si sono sfidati per 26 miglia con un vento contrario che è arrivato a sfiorare i 20 mph, mettendo a rischio la resistenza e la forza di tutti coloro che si sono cimentati in una delle gare più intense ed entusiasmanti che (almeno secondo gli addetti ai lavori e agli appassionati) l’America abbia da offrire.

E per quanto questo fosse stuzzicante, noi di Buongiorno Miami abbiamo deciso di aspettare gli atleti alla fine della competizione per poter vivere con loro il grande momento del traguardo.

C’è chi ci racconta ancora un po’ in affanno che per prepararsi alla maratona si è allenato addirittura con 30 gradi sotto zero (temperatura che probabilmente risulterebbe fatale ad ogni abitante di Miami)! Eppure, un ufficiale di marina ci racconta che correre con il ghiaccio sulle sopracciglia non è fastidioso come il vento che ti spinge contro mentre sudando cerchi di non perdere di vista l’obiettivo. E considerando che noi non siamo dei maratoneti, ci toccherà credergli sulla parola (…)!

Un agente di borsa newyorkese invece, ci racconta stupito di come la maratona di Miami sia completamente diversa rispetto a quella di NY: “ Incredibile! qui la gente balla mentre corre, cantano Pasito, Pasito, Suave Suavesito e i runners si fermano a farsi fotografare  con le ragazze in bikini. A New York noi le cose le prendiamo sul serio”, ci saluta ridendo.

C’è anche chi correndo ha trovato l’amore, come racconta l’hostess di sala Vanessa Herrera: “Dopo 5 anni di maratone ho trovato l’uomo della mia vita proprio correndo quella di Miami, due anni fa. Lui era un supporter quando l’ho incontrato ed è il mio supporter adesso”.

A Miami Beach chiude tutto in occasione del passaggio degli atleti, quel che conta davvero è dimostrare loro il supporto del pubblico con canti, urla, grida e certamente, musica. Sempre tanta, allegrissima musica.

Divertentissimi anche i cartelli di supporto. Scritte nemmeno troppo implicite ironizzano su Trump, il Canada e sui registi e produttori accusati di molestie nell’ultimo periodo: “Run like Harvey Weinstein is chasing you”, Corri come se Harvey Weinstein ti stesse inseguendo!

Ma il vero lieto fine ce l’ha regalato una coppia di New York. Lui si è dichiarato alla sua bella chiedendola in sposa dopo aver tagliato il traguardo mano nella mano.

Se non è amore questo…!

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Eleonora Gavaz
Nasco a Vienna il 23 maggio 1990. All'etá di tre anni mi trasferisco in Italia, una piccola Heidi in mezzo alle montagne. Non passa molto prima che mi renda conto di aver bisogno dello stimolo della cittá, di quel caos tutto suo per poter dar libero sfogo alla mia straordinaria, immensa passione: Scrivere. Portato a termine il Liceo Linguistico mi trasferisco a Milano per buttarmi a capofitto in quel mondo che da sempre mi ha affascinata e da cui non ho più potuto prescindere. Allo IULM di Milano comincio il corso di giornalismo e collaboro con diverse testate tra cui Sport Mediaset, Vanity Fair e Sky Cinema. Qualche anno fa ho deciso di provare a dare una svolta alla mia vita e così mi sono trasferita prima a New York e dopo a Miami dove (almeno per ora) spero di aver trovato la mia strada 😊

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