L’11 settembre 2001 è il giorno in cui l’uomo prese coscienza di se, di quanto possa essere cinico e spietato. Quel giorno il mondo si rese conto di cosa possa ideare la mente umana, di quanto odio può dominare l’anima di un gruppo di persone che organizzano un attentato terroristico, capace di dirottare aerei di linea pieni di vittime innocenti per farli schiantare contro migliaia di uomini, donne e bambini che vivevano tranquilli la loro vita, ignari che quella mattina sarebbero stati sacrificati in nome di una guerra che nessuno aveva mai visto prima. Il crollo del WTC di New York ha generato sgomento e sete di vendetta nell’opinione pubblica occidentale, senza però riuscire a scuotere il cuore dei potenti del mondo: coloro che dalla stanza dei bottoni spingono questo pianeta al limite come un aereo di linea punta la facciata di un grattacielo al massimo della potenza in attesa dell’inevitabile schianto. Da quel maledetto giorno sono passati 18 anni ma il mondo non è cambiato, a cambiare è stato il nome dello stato da bombardare in nome della pace. E una delle armi più efficaci contro tutto questo è proprio la memoria per evitare che possa accadere ancora una volta: ecco perché tutti noi, ancora una volta, ricordiamo.

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