Non è tanto importante la risposta, quanto porsi la domanda giusta – conclude Bruno Benedetti …

Ma cominciamo dall’inizio, riavvolgere il nastro ci aiuterà a cogliere l’essenza di questa “semplice” frase. Abbiamo avuto l’onore di pranzare con Bruno Benedetti, matematico di Genova attualmente ricercatore e professore alla University of Miami. Ci incontriamo da Riviera Focacceria perché da buoni italiani almeno un pasto tricolore al giorno è d’obbligo! Bruno nasce a Roma ma cresce a Genova dove frequenta il liceo, la triennale e la specialistica laureandosi in Teoria dei Giochi e in Algebra. La prima domanda nasce spontanea: “Perché la matematica? C’era già qualcuno in famiglia ad indirizzarti verso questo mondo e la sua didattica”?

In realtà no. Mio padre è stato un professore, ma di Lettere. Era un uomo incredibilmente preparato, colto, appassionato e molto orgoglioso. Virtù che gli ha sempre impedito di prostrarsi per fare carriera. Ho capito allora che il mondo delle lettere non faceva per me e quindi ho intrapreso un percorso un po’ diverso. Ed ho avuto fortuna…”. Si, fortuna. Un concetto a cui Bruno sembra estremamente grato, anche se non va tolta importanza a talento e passione.  Bruno partecipa alle Olimpiadi della Matematica al liceo e si rende conto di come quella passione sia pronta a trasformarsi in qualcosa di più, ad essere concretizzata. Vince una borsa di studio che gli permette di continuare i suoi studi dandogli la possibilità di entrare in un mondo che non ha più lasciato, la matematica in tutte le sue dimensioni! Si rende conto piuttosto in fretta di come purtroppo in Italia sarebbe stato un problema continuare, tracciare un percorso che fosse solamente suo invece di camminare sulle orme di qualcun altro, su di una strada tanto sicura quanto limitante.

Io amo il mio paese. Ci torno sempre volentieri in vacanza. Tempo fa ho avuto il piacere di tornare a Fivizzano, dove mio nonno e poi mio padre sono cresciuti. Un paesino splendido della Toscana in cui ho trovato tutto quello che mi manca qui. L’idea della famiglia, della condivisione, un’atmosfera particolare in cui non puoi sentirti solo, in cui tutti ti conoscono anche se tu non conosci loro. E il formaggio.” Si, perché chiunque abbia sperimentato gli States per un po’ sa di cosa parliamo, il formaggio ci manca proprio tanto!

Purtroppo in Italia se non conosci, se non ti avvicini a qualcuno per seguirne il percorso e quindi essere supportato dai piani alti non vai da nessuna parte. E’ qualcosa che non sono riuscito ad accettare. Ho deciso di lasciare l’Italia la prima volta per andare a Berlino e fare un dottorato. Dopo la laurea in algebra volevo studiare la combinatorica ma i dottorati non sempre sono retribuiti, ho deciso di buttarmi lo stesso. Ero in contatto con un professore che rispetto e stimo moltissimo, Günter Matthias Ziegler. Mi sono trovato un appartamentino e grazie ai miei genitori che mi aiutavano con 600 euro al mese ho messo in questa nuova esperienza tutto quello che avevo. E’ stato un salto nel vuoto, non ero sicuro di nulla. Ricordo che cominciava a fare freddo e c’è stato un attimo in cui ho dovuto scegliere fra un cappotto e la spesa. Beh, ho scelto il cappotto e…il brodo per i miei pasti”. Bruno sorride divertito e un po’ commosso ricordando il percorso che l’ha portato ad essere un professore all’università di Miami. E quel cappotto è rimasto il simbolo dei sacrifici che siamo chiamati a compiere se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi.

Non ho mai pensato di mollare. Stavo pensando di trovarmi un lavoro, magari come cameriere da qualche parte quand’ecco che la fortuna torna a bussare alla mia porta. Il Ministero approva il progetto della Berlin Mathematical School che riunisce i tre atenei della città sotto un’unica scuola d’eccellenza. Per poter nascere l’iniziativa aveva bisogno di candidati internazionali e si dà il caso che io fossi pronto a cominciare”.

Da quel momento in poi Bruno impara a giocare le carte della sua adorata fortuna nel migliore dei modi. Da Berlino alla Svezia, poi di nuovo Berlino fino a sbarcare in Florida.

Qui sono sereno. Poi io sono di Genova, sono cresciuto al mare e ne ho bisogno. Sto cominciando il mio quarto anno accademico e mi trovo davvero bene. Il sistema universitario qui è molto diverso. L’università offre a ciascun professore uno stipendio in base al merito. E’ un incentivo importantissimo per tenere alto il livello d’istruzione ma soprattutto di preparazione dei professori stessi. Poi la matematica è straordinaria. Non può essere soggettiva. Non è un tema d’italiano che può piacere o meno. E’ così e basta. E se uno ha talento, non e’ possibile fermarlo. Infine, l’attività della ricerca e’ bella da far paura. E’ una lotta costante contro l’ignoto, per espandere quello che l’umanità conosce. E un po’ come nelle scelte di tutti i giorni, non è tanto importante la risposta, quanto porsi la domanda giusta”, conclude Bruno Benedetti.

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Eleonora Gavaz
Nasco a Vienna il 23 maggio 1990. All'etá di tre anni mi trasferisco in Italia, una piccola Heidi in mezzo alle montagne. Non passa molto prima che mi renda conto di aver bisogno dello stimolo della cittá, di quel caos tutto suo per poter dar libero sfogo alla mia straordinaria, immensa passione: Scrivere. Portato a termine il Liceo Linguistico mi trasferisco a Milano per buttarmi a capofitto in quel mondo che da sempre mi ha affascinata e da cui non ho più potuto prescindere. Allo IULM di Milano comincio il corso di giornalismo e collaboro con diverse testate tra cui Sport Mediaset, Vanity Fair e Sky Cinema. Qualche anno fa ho deciso di provare a dare una svolta alla mia vita e così mi sono trasferita prima a New York e dopo a Miami dove (almeno per ora) spero di aver trovato la mia strada 😊

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