Nuove sfide e nuovi mondi da esplorare, nuovi modi di vivere, il cambio degli usi e dei costumi, è questo il divenire dell’uomo e la tecnologia e come tutte le scoperte che scandiscono il tempo degli uomini su questa terra, ci sono loro, i pionieri. In questo articolo parleremo di qualcosa solo visto solo nei film e che, diventerà col tempo, la normalità. Il riferimento è all’episodio accaduto non più di un mese fa in Florida nella quale in un tribunale, durante un processo penale per omicidio, è stata chiamata a testimoniare “Alexa”, l’assistente vocale del Brand internazionale Amazon. Durante la fase istruttoria, è stata chiesta l’autorizzazione al Giudice, da parte della Polizia, di richiedere ad Amazon alcune registrazioni di due “Amazon Echo” (gli speaker che danno voce ed orecchie ad Alexa), risalenti all’ora della morte dell’omicidio di una donna, mentre stava litigando con il marito.

Di fatto l’Amazon Echo era posizionato nella stanza dove si sarebbe consumato il presunto delitto. La polizia lo ha ritenuto quindi un “potenziale testimone” dell’accaduto e sempre potenzialmente potrebbe risolvere quello che dal lato del marito è dichiarato come un tragico incidente, dal lato degli inquirenti è visto come un omicidio doloso. Siamo dunque soli nelle nostre abitazioni? Ovvero nel caso in questione, possiamo ritenere che i coniugi non fossero soli nel mentre si stava consumando la lite nella quale uno dei coniugi ha perso la vita?

Nel mondo d’oggi continuamente in evoluzione, possiamo verificare ogni giorno ogni momento che siamo costantemente “spiati” o meglio tenuti sott’occhio dalla tecnologia che ci circonda. Ad esempio lo smartphone che ci indica pubblicità cd. “customizzate” cioè proponendoci quello che noi preferiamo semplicemente perché abbiamo cliccato su una pagina di interesse, per sbaglio su un ban pubblicitario o perché lo smartphone ci ha “visto” consumare l’oggetto proposto o ci ha “sentito” mentre ne parlavamo in famiglia o con gli amici o con il proprio partner.  Con la Domotica nelle case, l’implementazione degli elettrodomestici che ci ascoltano, che ci sentono che registrano ogni nostra fase quotidiana potrebbero rappresentare dei veri e propri strumenti di registrazione affidabili persino per un’aula di tribunale. Aspirapolvere robotizzato, lavatrice intelligente, frigorifero che pensa, forno elettrico automatico ecc.. tutti potenziali testimoni delle nostre faccende domestiche.

In questo mondo che cambia, l’uso incontrollato di tali strumenti ha portato l’Europa a dotarsi di alcune protezioni come il nuovo Regolamento sulla Privacy, il n. 679/2016 definito anche “Gdpr”. E’ un mondo delicato, che necessita sicuramente di nuove regole ma, prima ancora, di educazione, di cultura, consapevolezza e rispetto innanzitutto della privacy dei dati così raccolti quotidianamente perché la vita con i robot, senza regole, può diventare un autentico inferno dentro e fuori le mura domestiche, in famiglia e fuori dalla famiglia. Occorre essere prudenti su certe tecnologie, saperle usare e sapere chi usufruisce delle informazioni che vengono raccolte, leggere attentamente le condizioni dell’uso e del trattamento dei dati. Emblematico l’uso di video citofoni modello “Ring” nelle abitazioni private, incoraggiato dalla Polizia della Contea di El Monte in California, capace di effettuare registrazioni delle persone che suonano al campanello e fruibili direttamente dalla Polizia stessa, bypassando un preventivo ordine di autorizzazione del giudice. La materia è più delicata che mai, ben venga quando può dirimere una causa sopratutto così delicata come un omicidio nella quale può confermare il colpevole, meno se si scopre un trattamento di dati personali non autorizzati.

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