Per giorni ci siamo interrogati a proposito di una particolare e curiosa questione: Quanti sono davvero gli italiani che vivono a Miami? Pensiamoci bene, sappiamo di essere in tanti perché ovunque si giri in città, almeno un’imprecazione in italiano la si sente. Sappiamo di essere in tanti perché ovunque ci si volti ci sono ristoranti tricolore. Sappiamo di essere in tanti perché ammettiamolo, Miami per gli italiani è una delle mete migliori. Sappiamo di essere in tanti perché scriviamo di e per voi ed è sempre un piacere quando uscendo con gli amici (italiani, of course), capita di conoscere una new entry (italiana, of course)!

Ma parliamo di sensazioni, sappiamo di essere in tanti, ok. Ma quanti? La domanda è risultata essere più difficile di quanto ci aspettassimo. Abbiamo fatto ricerche, confrontato dati e statistiche, chiesto aiuto a database di settore e alle aziende che hanno accesso ai dati demografici, a partire dal Consolato Italiano di Coral Gables. Ma la risposta è sempre stata la stessa, piuttosto confusa: “Siamo fra gli 8 e i 9.000”. A questo punto, spostare la domanda è automatico. Perché è così difficile scoprire quanti siamo?

Uno dei problemi principali sembra essere l’AIRE. Meno della metà degli italiani che vivono e lavorano Miami si registrano all’AIRE, il che rende la raccolta dei dati piuttosto complicata. Sappiamo che il Bel Paese rappresenta circa il 4% del mercato Internazionale di chi compra casa in Florida e sappiamo di essere i più numerosi (parlando di Europa), dopo i francesi. C’è un altro ostacolo che impedisce di capire davvero quanti siamo: il Visto. Pare infatti che molti non siano regolari e che quindi, per ovvi motivi, non risultino registrati in nessuno modo. Del resto, Miami è per gli italiani quel place to be di cui tanto si parla. Un po’ perché si tratta di un’America “non America”. La percentuale di sudamericani supera di gran lunga quella degli americani. Lo spagnolo è parlato dall’80% di chi ci vive e i ritmi beh, sono rallentati. Vocabolo che in una città come New York probabilmente varrebbe una multa al malcapitato che la pronunci. E un po’ perché questa città libera. Libera lo sguardo con le sue distese infinite, libera lo spirito con la sua allegria, la sua musica e tutte le sue vibrazioni. Libera la mente, perché il mix culturale che convive qui ha dello straordinario. Libera il corpo, perché diciamocelo, a Miami non ci si vergogna di niente! Libera per il suo clima, la sua luce e quel dolcissimo, indomabile, azzurrissimo oceano. Siamo in tanti e saremo sempre di più. Questa per ora, sembra essere l’unica certezza che abbiamo!

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