Dopo una lunghissima maratona parlamentare, oltre 12 ore, la camera dei rappresentanti americani ha votato a favore per due capi d’accusa contro il presidente degli stati uniti in carica. Il primo capo d’accusa per “abuso di potere” ha ricevuto 230 voti a favore, mentre il secondo capo d’accusa “ostruzione alla giustizia” ne ha ricevuto 229. Donald Trump entra così suo malgrado nei libri di storia americana, da oggi è il terzo presidente a finire sotto impeachment, unico procedura politica per rimuovere il presidente degli stati uniti d’America dalla sua poltrona. I due suoi predecessori: Bill Clinton nel ’98 finito sotto impeachment per quattro capi d’accusa, diventanti poi due, falsa testimonianza e ostruzione alla giustizia. Clinton si salvò perché in senato non si arrivò alla maggioranza semplice (67 voti a favore) e terminò il suo mandato con dei consensi molto bassi che sancirono comunque la fine della sua carriera politica. L’altro predecessore illustre, Andrew Johnson, che sperimentò la prima procedura di impeachment, per aver violato la legge rimuovendo l’allora ministro della guerra senza giusta causa, rimase in sella alla poltrona anche lui poiché il senato non riuscì ad ottenere il fatidico 67 esimo voto a favore, era il 1968. La storia degli impeachment americani ci insegna che questa procedura si scontra contro il voto ultimo del senato che mai fin’ora ha votato a favore di un impeachment, da sottolineare che l’unico presidente a cui è stata fatale tale procedura è stato Richard Nixon che si dimise prima del voto alla camera. A Gennaio il Senato degli stati uniti d’America voterà l’impeachment contro Trump, staremo a vedere se è vero che non c’è 2 senza 3.

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