Un parcheggio nel nostro ideale, è quell’immagine di un edificio buio costruito in cemento, pieno di colonne e con soffitti bassi. Ecco, possiamo cancellare il nostro stereotipo e prepararci a rimanere davvero sorpresi. Questo è il caso del Museum Garage di Miami, un garage artistico che non poteva trovare luogo migliore per farsi notare, si erge infatti, nell’innovativo quartiere dedicato all’arte, al design e all’architettura nei pressi di Downtown Miami.

L’edificio ha uno sviluppo di sette piani e può ospitare fino a 800 auto. La sua unicità è data dal concept creativo delle facciate che è stato assegnato a cinque diversi studi di architettura e design.

“Volevamo trasformare un parcheggio in una struttura più interessante di Miami”, ha spiegato Robins durante la cerimonia di inaugurazione del progetto presso l’Institute of Contemporary Art. Robins ha incaricato inoltre, Terence Riley, ex capo curatore di architettura e design al MoMA, di supervisionare e sviluppare il concept del Museum Garage Miami.

Riley, oltre al suo studio Riley K / R (Keenen / Riley), ha assunto quattro studi di architettura e design: WORKac, J. Mayer H., Clavel Arquitectos e Nicolas Buffe per progettare le facciate del garage. Ed ognuno di loro invece di ostacolare la proposta, ha colto l’occasione per lavorare su un progetto così non ortodosso, e creare un risultato davvero straordinario grazie ad un approccio giocoso degli spazi.

Su una delle cinque facciate, i visitatori incontreranno Ant Farm la facciata firmata da WORKac. Un formicaio che richiama gli spazi pubblici e la circolazione di massa, e che compare e scompare dietro uno schermo di metallo perforato, fornendo al contempo contrasto visivo, ombra e protezione. Su un’altra facciata appare Serious Play, il lavoro di Nicolas Buffe che ha saputo illustrare elefanti, gargoyle e cariatidi realizzati in plastica e resina sintetica. Le quattro cariatidi tridimensionali alte 23 metri si ergono all’entrata del garage, riflettendo la passione di Buffe per i manga e per l’architettura di ispirazione Rococò e Barocca.

E ancora, le automobili e il traffico sono diventano le principali fonti di ispirazione per J. Mayer H dello studio berlinese J. MAYER H. Architects che ha creato un puzzle intitolato XOX. La facciata di Riley’s K / R mette in scena invece le barriere arancioni e bianche usate nei cantieri stradali alternando le strisce in acciaio inossidabile specchiato a fioriere in cemento. E per finire, ispirandosi al film di fantascienza di Christopher Nolan Inception”Manuel Clavel di Clavel Arquitectos ha posizionato 45 macchine metalliche in un ingorgo verticale sulla sua facciata, e l’ha intitolato Urban Jam.

      

      

                       

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Chiara Paolicchi
Nata a Lucca nel 1990, durante la laurea in Industrial Design, conseguita nel 2012, studia e insegna fotografia analogica e digitale. Dopo il diploma inizia a lavorare per lo studio Gumdesign. Al momento sta completando la laurea magistrale in Design all’Università di Firenze e si occupa di concept e di progettazione di prodotti per diverse aziende. Lavora anche nel campo del retail per il settore moda, nell’interior design, nella progettazione grafica e nella fotografia.  Eventi: ‘’10 Corso Como Seoul’’ 2017 / ‘’Maison & Object’’ Parigi 2017 / ‘’Da uno a cento’’ Homi Milano 2016 / ‘’Matera Design Week’’ 2015 / ‘’Loft B’’ Fuorisalone 2016 / ‘’Triennale Design Museum’’ Milano 2015 / ‘’La casa di Pietra’’ Verona 2014 / ‘’Salone del mobile’’ Milano 2013-2014 / ‘’Museo del vetro’’ Altare 2013 / “Abitare il tempo” Verona 2012 Collaborazioni: Castellani, Ceramiche Mazzotti, De Castelli, De Vecchi, Dim'Ora, Friul Mosaic, Giovannetti Collezioni, Gumdesign, Il Casone, Martinelli Luce, Nerosicilia, Olive oil, Pietre di Monitillo, Riva 1920, Sacerdote Marmi, Up Group

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