Ancora proteste contro Trump, anche da Miami!

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Questa volta è toccato alla Corte Suprema fare da sfondo alle incessanti proteste contro la neo Presidenza di Trump. Appena pochi giorni dopo il blocco dell’ingresso negli USA di cittadini provenienti da alcuni paesi del Medio Oriente, ancora centinaia di persone sono scese in piazza per protestare a pochi minuti dalla nomina a Giudice della Corte Suprema, del conservatore Neil Gorsuch. Le ragioni che spingono i manifestanti che comprendono trasversalmente persone di qualsiasi ceto sociale, attengono alla paura che vengano minati i diritti della comunità lgbt, essendo che il Giudice nominato è molto conservatore, e potrebbe mettersi di traverso su molte scelte adottate dalla precedente amministrazione. Questi dubbi vengono espressi sopratutto da esponenti della comunità omosessuale che invece in America è così ben radicata nella società. La protesta dunque esprime la paura di molti americani che in questi giorni sono scesi in piazza per manifestare contro la svolta conservatrice di Trump e contro la nuova idea di America che il Presidente sta forgiando con i suoi ordini esecutivi, dall’intenzione di costruire un muro lungo il confine sul Messico, che prolunghi la recinzione già esistente, al divieto di ingresso ai cittadini di 7 paesi musulmani e per i rifugiati e così via.
Spostandoci a Miami dove ancora si protesta contro le restrizioni sull’immigrazione, e potete solo immaginarvi anche i risvolti politico sociali ed economici che in una città come Miami che dell’immigrazione ne ha fatto un suo caposaldo. Dopo l’ordine dato al sindaco alle forze locali di far rispettare le indicazioni della Casa Bianca, non sono mancate le manifestazioni contro questo tipo di politiche, come quelle del Presidente Trump che “non hanno posto nella nostra America” – afferma uno dei manifestanti – Per questo vedete la gente nelle strade, negli aeroporti, e davanti alla Corte Suprema”. Sembra profilarsi dunque un duro confronto con una grossa parte della popolazione Americana. La resistenza contro le politiche di Trump sembra essere solo all’inizio.

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