Dopo il cioccolato fondente, il cioccolato al latte, l’amato odiato cioccolato bianco, il cioccolato biondo Dulcey, nato da un errore di Frederic Bau, direttore dell’École du Grand Chocolat Valrhona, è arrivato il Pink Chocolate, Ruby per l’esattezza. L’azienda svizzera, leader di settore Barry Callebaut GA, il più grande produttore mondiale di cioccolato al mondo, ha  introdotto infatti la varietà di cioccolato “Ruby”, rubino, dalla colorazione rosa petalo. Dopo 13 anni di ricerche, in collaborazione con la Jacob University di Brema, il CEO della società Antoine de Saint-Affrique ha dichiarato: “È naturale, è colorato, ed è edonistico; ha un aspetto di indulgenza, ma mantiene l’autenticità del cioccolato. Ha un bell’equilibrio che parla molto ai millennials“.

Leggi “millenials”, o generazione Y, i nati dal 1979 fino al 2000. “Non ci sono colori aggiunti” afferma Mike Schrauth, VP della divisione gastronomica di Callebaut, “È composto da solidi di cacao, burro di cacao, latticini e zucchero; è il modo in cui viene processato che consente ai precursori del sapore di rimanere inalterati conservando il colore rosso e il sapore naturale delle bacche”.

Le fave di cacao utilizzate per fare il cioccolato rubino provengono dalla Costa d’Avorio, dall’Ecuador e dal Brasile e benchè la FDA non si sia ancora espressa in merito alla denominazione rubino sull’etichettatura, c’è chi ventila l’idea che si debba creare una nuova denominazione in quanto il Ruby chocolate “Non contiene abbastanza latticini per qualificarsi come cioccolato al latte e contiene più solidi di cacao di quanto stabilito per essere qualificato come cioccolato bianco“, dice Schrauth. Il nuovo Chocolate Ruby promette inoltre  emozioni sensoriali del tutto inedite acide e al contempo dolci, con note vellutate e fruttate del tutto naturali. E così mentre Hershey taglia il 15 per cento del suo personale e Nestle cerca di vendere il suo business di cioccolato americano, il cioccolato rubino, presentato a Shangai e che sarà disponibile solo a partire dai primi mesi del 2018, solleva la possibilità che il prossimo giorno di San Valentino possa arrivare giusto in tempo con le vetrine delle pasticcerie  pieni di cuori naturali di cioccolato rosa.

 

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Laura Vailati
Lettere e Filosofia ad indirizzo artistico; per 13 anni responsabile per la qualità di un laboratorio agroalimentare. La passione per l’arte l’ha portata a frequentare corsi presso l’associazione illustratori Ars in Fabula di Macerata, con personaggi di spicco dell’ambiente fra i quali Roberto Innocenti, Maurizio Quarello, Miguel Tanco. Appassionata di pasticceria consegue il titolo presso CAST Alimenti, la prestigiosa scuola di pasticceria del Maestro Iginio Massari. Consegue il titolo di “chocolatier” frequentando il corso speciale con il Maêtre Chocolatier svizzero Eliseo Tonti. Spostandosi all’estero, per seguire il marito trasferitosi negli States per lavoro, frequenta corsi con i più grandi pasticceri nel paesaggio internazionale: Christophe Felder, Jean Michael Perruchon, Christophe Michalak, Antonio Bachour, John Martin, Francisco Migoya fra i tanti… Il motto: Vedere è indagare e indagare è conoscere.

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