Venti. Come quell’incantevole, ingannevole età che non torna più. O semplicemente come gli anni dell’Ultra Music Festival di Miami che quest’anno spegnerà 20 candeline, fra le già infuocate polemiche dei residenti. Ma facciamo un passo indietro, l’Ultra Music Festival nasce nel 1999 da un progetto di Russel Faibish e Alex Omes e prende il suo nome dall’album “Ultra” dei Depeche Mode, 1997. Inizialmente si trattava di un giorno di festival, una volta l’anno, in marzo appunto. Un mese di fuoco per la città di Miami, che oltre alle innumerevoli iniziative primaverili si trasforma anche in ambita meta per tutti quegli studenti che si arrogano il sacrosanto diritto di festeggiare il proprio Spring Break!

Dal 2006 il festival si è esteso a due giorni per poi arrivare ai tre giorni che tutti conosciamo (venerdì, sabato e domenica), fatta unica e memorabile eccezione per il 2013, in cui 330,000 persone si sono riversate sulle strade di Miami convincendo gli organizzatori ad allargare il festival a due weekend. Dall’anno dopo e così fino all’ultimo del 2018, i biglietti sono in prevendita e si è tornati alla soluzione iniziale, un weekend, il mese di marzo. Ora, il suddetto enorme ed attesissimo evento ha luogo a Bayside Park, Downtown. Si è spostato al Bicentennal Park per sei anni, dal 2006 al 2012 per poi tornare alle origini. Quest’anno però gli organizzatori dell’Ultra saranno costretti a trovare un punto di incontro con il vicinato, deciso a far cessare il “beautiful disaster” portato dal festival nel tentativo di farlo spostare altrove, lontano dalla strada. L’amministrazione comunale si riunirà il 26 luglio per decidere se accontentare le richieste del “vicinato” o accettare e firmare un contratto che vedrà il parco come unico punto di riferimento del festival per i prossimi 5 anni per  2.000.000 di $ all’anno. Cifra destinata a salire, a seconda del numero di biglietti venduti e dell’affluenza che il festival continuerà a portare in città. Con dei numeri così non so se l’organizzazione comunale opterà per accontentare i residenti…ma staremo a vedere! Nel frattempo, se ancora non l’avete fatto, dovreste affrettarvi a prendere i biglietti. L’Ultra fa parte di una di quelle esperienze che una volta nella vita vanno fatte, un po’ come l’Oktoberfest o il The Burning Man…!

Commenti Facebook

Condividi
Articolo precedenteL’uragano Beryl declassato a tempesta tropicale
Articolo successivoTommy Avallone “porta” Bill Murray sul grande schermo del Miami Independent Film Festival
Eleonora Gavaz
Nasco a Vienna il 23 maggio 1990. All'etá di tre anni mi trasferisco in Italia, una piccola Heidi in mezzo alle montagne. Non passa molto prima che mi renda conto di aver bisogno dello stimolo della cittá, di quel caos tutto suo per poter dar libero sfogo alla mia straordinaria, immensa passione: Scrivere. Portato a termine il Liceo Linguistico mi trasferisco a Milano per buttarmi a capofitto in quel mondo che da sempre mi ha affascinata e da cui non ho più potuto prescindere. Allo IULM di Milano comincio il corso di giornalismo e collaboro con diverse testate tra cui Sport Mediaset, Vanity Fair e Sky Cinema. Qualche anno fa ho deciso di provare a dare una svolta alla mia vita e così mi sono trasferita prima a New York e dopo a Miami dove (almeno per ora) spero di aver trovato la mia strada 😊

LASCIA UN COMMENTO