Nei 4 anni passati coi Miami Heat, LeBron è stato di casa in Florida, e ha voluto esprimere il proprio dolore per la strage di San Valentino a Parkland.

Perché in Florida non puoi comprarti una birra a 19 anni, ma puoi acquistare un fucile semi-automatico AR-15?

Nei quattro anni passati a Miami, LeBron ha avuto modo di conoscerne la comunità e le persone che la compongono, formando un legame ancora saldo anche dopo il trasferimento in Ohio a giocare coi Cleveland Cavaliers, nel 2014.

Un legame che l’ha spinto a esporsi personalmente a pochi giorni dalla strage di San Valentino  nella Stoneman Douglas High School di Parkland, quando un studente di 19 anni ha ucciso 17 persone con un fucile AR-15 e ne ha ferite 15, dopo essere stato espulso dalla scuola.

La Storia dei massacri scolastici negli USA è lunga e famosa, la sparatoria di Parkland si posiziona al 10° posto nella classifica mondiale dei casi più violenti, al 6° posto se si contano solo quelli avvenuti in Occidente, è l’8a sparatoria in una scuola a causare dei morti dall’inizio del 2018 negli Stati Uniti, ma il numero sale a 18 se teniamo conto anche di quelle che non hanno provocato vittime.

Una simile efferatezza, in un luogo che LeBron ha chiamato casa per quattro stagioni, che l’ha portato a condannare senza giri di parole la legge sul possesso d’armi in Florida.

L’ha fatto alla giornata dell’All Star Game dedicata alla Stampa, in un’intervista di 22 minuti ( http://www.nba.com/video/2018/02/17/as2018-lebron-james-gun-control ) in cui, assieme al figlio 14enne James LeBron Jr., ha espresso il suo dolore per la tragedia e sottolineato le pesanti contraddizioni delle leggi su alcol e armi in Florida:

“Un ragazzo non può acquistare legalmente una birra ma può comprarsi un AR-15? Non ha senso! Non dico che dovrebbe essere legale per lui comprarsi una birra, ma com’è possibile che dei minori possano acquistare un’arma?”

Oltre a LeBron, due ori olimpionici, una sfilza di record, e tre titoli NBA di cui due con i Miami Heat, anche molte altre star NBA hanno alzato la voce dinnanzi all’ennesima strage insensata nel Paese, chiedendo un cambiamento drastico nella legge sul possesso di armi, ed esprimendo anche grand preoccupazione per i traumi di quella che molti stanno cominciando a chiamare “mass-shooting generation”, la generazione delle sparatorie di massa.

In Florida le legge permette di comprare il primo fucile a 18 anni, la prima pistola e la prima birra a 21. Dal 1999, anno del Massacro di Columbine, il business della sicurezza scolastica ha conosciuto un boom che sembra inarrestabile, con un fatturato stimato in più 2,6 miliardi di dollari nel solo 2017.

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1 commento

  1. […] Come sempre in questi casi si è riaperto il dibattito sulle armi da fuoco negli Stati Uniti tra chi vuole una regolamentazione moderna -quella attuale è del 1792, con un’integrazione nel 2008 e una nel 2012- e chi accusa il locale di non aver predisposto guardie armate all’interno del locale e metal detector all’ingresso per garantire la sicurezza, o chi addirittura incolpa i partecipanti di non aver portato con sé delle armi per autodifesa. Dopo la sparatoria alla Marjory Stoneman Douglas High School, un altro grave fatto di sangue sconvolge la Florida. E le parole di James LeBron sulle armi da fuoco e i giovani suonano più che mai attuali. […]

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