George H. W. Bush. è morto venerdì 30 Novembre, a Houston in Texas. Un destino che ha deciso di portarlo via a pochi mesi dalla morte della moglie, un destino che ci accomuna tutti, dai più grandi della Terra ai più umili.

Da tempo affetto dal morbo di Parkinson, si è spento all’età di 94 anni. Sposato da 73 anni con Barbara  Bush, ha avuto sei figli tra cui George W. Bush, 43° Presidente degli Stati Uniti d’America. Una dinastia quella dei Bush, resa grande proprio da Bush padre, che ha affrontato una delle più grandi svolte della storia, la fine della Guerra Fredda. E’ riuscito a non far sprofondare in un guerra mondiale l’Europa spaccata tra est e ovest, ricucendo gli strappi in quegli Stati dell’Ex Jugoslavia dove l’assenza di un totalitarismo e il profumo della libertà avevano fatto vacillare i popoli. Ha stretto un grande rapporto con Michail Gorbaciov. Il suo curriculum parla chiaro: cadetto dell’US Navy pilota di caccia nella Seconda Guerra Mondiale, Diplomatico per L’ONU in Cina, Direttore della C.I.A., Vicepresidente degli Stati Uniti con Ronald Regan, Presidente del Partito Repubblicano e Presidente degli Stati Uniti d’America dal 1989 al 1993. Non solo ha siglato la convenzione Mondiale per mettere in sicurezza gli Arsenali Atomici di Russia e USA, ma ha lavorato intensamente per la pace in Medioriente tra Israele e i Palestinesi. Ha liberato il Kuwait senza invadere l’Iraq riducendo fortemente il potenziale bellico del dittatore iracheno. Battuto dal suo rivale Bill Clinton non ha ottenuto il rinnovo del suo mandato, ma quattro anni sono stati sufficienti per entrare nel cuore dei suoi cittadini.

Un Repubblicano Internazionalista, che aveva capito in un momento di stallo della geopolitica mondiale, quanto fosse fondamentale rendere grande L’America, far capire al mondo la necessità che l’equilibrio del mondo fosse monitorato dagli USA. Quando ancora la politica era ideologia e non mero servilismo del mondo della finanza. La salma è esposta oggi al Campidoglio a Washington D.C. per permettere a chiunque di poter rendergli omaggio, persino a Sully il suo Labrador, fedele compagno che veglia la salma del suo padrone da ormai tre giorni. Vogliamo ricordarlo così, con sua moglie che lo porta al centro campo nella serata del Super Bowl il 5 Febbraio 2017. Un’ovazione dell’Intero Stadio e del Popolo Americano al suo Ultimo Patriota.

L’America piange il suo 41° Presidente.

La redazione di Buongiorno Miami si unisce al cordoglio e rende omaggio alla Famiglia Bush.

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