Il palermitano Luca Guadagnino, col suo film Call me by your name si è guadagnato 4 importanti Nomination agli Academy Awords 2018: miglior film, miglior sceneggiatura non originale (adattata da James Ivory), miglior attore protagonista (Timothée Chalamet) e miglior canzone originale (Mistery of love di Sufjan Stevens). Suo terzo film della «trilogia del desiderio», dopo Io sono l’amore del 2009 e A Bigger Splash del 2015, nato dall’adattamento cinematografico del romanzo Chiamami col tuo nome dello scrittore statunitense André Aciman, il film racconta la storia d’amore irrefrenabile tra Elio (Timothée Chalamet) un sensibile e giovane musicista e Oliver (Armie Hammer) un disinvolto studente americano. A marzo Call me by your name sarà proiettato al Miami Film Festival  nello splendido edificio art déco Tower Theatre gestito dal MDC (Miami Dade College). Saranno presenti due critici cinematografici italiani a cui sarà possibile fare domande sul cinema e sui segreti del successo del cinema italiano all’estero e Buongiorno Miami presenzierà all’evento per scoprire le carte vincenti dei nostri Italiani nel mondo. Il Miami Film Festival nasce dall’associazione no-profit Film Society di Miami con lo scopo di promuovere il cinema come arte capace di incoraggiare la comprensione e lo scambio tra le culture e, con orgoglio, Chiamami col tuo nome si farà portavoce di questo messaggio facendo il giro del mondo con la sua storia d’amore che supera con forza i confini geografici e di genere.

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Roberta Fioretti
“È una Erre! Irriverente, irragionevolmente indisponente. Lei non è un fiore, ha solo spine, è un cactus verde”. È così che con autoironia si descrive Roberta Fioretti in una delle canzoni che la vedono come autrice. Laureata con lode alla magistrale di Linguistica e in Lingue e letterature straniere, iscritta alla Siae come autore, sa come sfruttare il potere delle parole. Da Prof. di lingua francese a commerciale vendite passando dal suo ultimo progetto di Tango Terapia, trasforma le idee in parole e le parole in progetti. “È sulla torre non c’è più il drago Lei l’ha mangiato”.

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