E’ arrivato il giorno della sentenza per Medina, 41 anni, che aveva progettato un’attentato su larga scala durante la pasqua del 2016 (CBS Miami). L’obiettivo era l’Aventura Turnberry Jewish Center dove per la celebrazione, come tutti gli anni, si erano radunate diverse centinaia di persone. La sinagoga è uno dei più importanti centri ebraici di riferimento della Florida meridionale intorno alla quale gravitano più di 800 famiglie. L’uomo che si è subito dichiarato colpevole, è in attesa della condanna definitiva che arriverà proprio oggi, da parte della corte federale di Miami: rischia fino all’ergastolo. James Gonzalo Medina, originario di Hollywood, Contea di Broward (Florida), era stato arrestato nell’aprile 2016 dopo essersi avvicinato alla sinagoga con una bomba falsa fornita da un informatore dell’FBI sotto copertura.

Le registrazioni dell’FBI hanno mostrato che Medina appoggiava il gruppo estremista dello Stato islamico e sosteneva l’obbligo di attaccare gli ebrei negli Stati Uniti.

Documenti giudiziari indicano anche che Medina soffre di disturbo bipolare ed è su questo che la difesa ha cercato di far leva per ridurre la pena.

(AGGIORNAMENTO) Medina è stato condannato a 25 anni di reclusione da scontare in una struttura medica all’interno del carcere federale della Florida. “Questo è un reato molto, molto grave”, ha detto il giudice Scola, sottolineando che senza l’intervento dell’FBI, molti ebrei della sinagoga sarebbero potuti morire a causa della bomba.

La vera bomba – venduta a Medina a Hallandale Beach da un agente sotto copertura dell’FBI poco prima del previsto attacco terroristico – era Medina stesso, un pazzo pronto a farsi esplodere coinvolgendo centinaia di innocenti.

Durante l’udienza di martedì, Medina, che ha precedenti precedenti penali, ha esortato il giudice a collocarlo in una struttura medica del carcere statunitense, in modo che gli esperti neurologici possano valutare e trattare le sue condizioni cerebrali. “Ho solo bisogno di aiuto”, ha detto Medina a Scola. “Ho bisogno di aiuto, tuo onore.”

Medina ha detto che è diventato un musulmano e ha perso la moglie e i figli prima di portare a termine il complotto. “Ho perso la testa”, ha detto. Il giudice ha quindi accolto la richiesta di Medina, dicendo però che la sua permanenza nella struttura medica durerà solo per il periodo necessario per constatarne l’effettiva sanità mentale: successivamente sarà carcere, carcere duro.

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Giurista d’impresa ed esperto in diritto internazionale ha lavorato per 4 anni a Bruxelles, prima in uno studio di consulenza inglese e poi al Parlamento Europeo, partecipando nel tempo alle Commissioni INTA (Commercio Internazionale), REGI (Sviluppo Regionale), TRAN (Trasporto e Turismo) e ENVI (Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare). Per la Commissione INTA ha seguito in particolar modo i dossier Made in e il TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra Europa e USA). Oltre alla conoscenza approfondita del diritto d’impresa è stato nel passato anche general manager e CEO di aziende.

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