Sospettato di aver rubato un cellulare e un caricabatterie da un’auto lasciata aperta, l’arresto di Daniel James Dunkelberge ha riacceso nella Florida Meridionale la polemica sull’eccessiva violenza di alcuni poliziotti.

Siamo a Hallandale Beach, nella contea di Broward, e gli uomini del dipartimento di Polizia locale stanno procendo all’arresto di un uomo sospettato del furto di un cellulare con relativo caricabatterie, quando questi ha tentato di opporre resistenza e divincolarsi.
A quel punto i due agenti, Jaime Cerna con 11 anni di servizio e Richard Allen con 35, non ci hanno più visto, e hanno iniziato a manganellarlo selvaggiamente.

Nel video si possono vedere i due agenti mentre colpiscono violentemente l’uomo alla nuca e alle tempie, o tentano inutilmente di stordirlo con un taser, per poi continuare a manganellarlo alle ginocchia e alla schiena anche quando Daniel James è steso a terra, faccia contro l’asfalto e manette ai polsi.
Un episodio di una violenza tale che un testimone è addirittura intervenuto durante l’arresto implorando gli agenti di smetterla.

Daniel James Dunkelberger ha già lasciato il carcere, e dovrà indossare una cavigliera elettronica almeno fino al processo per furto e resistenza non violenta a pubblico ufficiale.
Il suo avvocato ha già annuciato che citerà in giudizio la città di Hallandhale Beach per 2 milioni di dollari.
L’opinione pubblica americana è, come al solito, divisa tra chi giustifica il ricorso alla forza contro chi resiste all’arresto, e chi critica l’inutile brutalità di alcuni arresti.

Il Dipartimento di Polizia di Hallandale Beach ha intanto sospeso i due agenti mentre i filmati delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze dei presenti vengono passate al vaglio.

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