Toscana Construction: come costruire il successo a Miami. Mattone su mattone

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Tampinato da mesi, finalmente Luca Angiolotti trova il tempo di “staccare” dal lavoro per concedere l’intervista.
Quarant’anni, abbronzato, polo bianca con il logo della sua impresa, Luca ha il sorriso accattivante della persona di successo. Sbarcato a Miami nel 2012, a trentasette anni, armato solo di buona volontà e ferrea determinazione, Luca si guarda intorno e capisce immediatamente l’importanza dell’italian style per il mercato immobiliare. Con straordinaria intuzione intercetta la richiesta di rifiniture all’italiana e fiuta quello che diventerà il proprio business.
In due mesi apre Toscana Construction, compagnia di costruzioni che si fa forte dell’utilizzo di materiali esclusivamenti italiani. E il marchio made in italy è garantito dal servizio “chiavi in mano” che Toscana Construction offre grazie al proprio team di collaboratori, composto da architetti, interior design e operai, che opera nel rispetto degli standar europei.IMG_0953
Il successo non tarda ad arrivare e oggi i condomini più esclusivi di Miami Beach sono “firmati” da Toscana Construction.
Luca, cominciamo dall’inizio.

Perchè Miami? Destino o scelta?

Mah, credo che sia stato un mix tra destino e scelta. Scelta in quanto prima di fermarmi a Miami ho valutato altri paesi e altre città degli USA e alla fine la scelta è caduta sulla città in cui mi sono trovato a mio agio sin dal primo momento. Ma anche il destino ha avuto un ruolo determinante… alcune mie scelte, che all’inizio sembravano così sbagliate da compromettere la stessa esperienza a Miami, in realtà con il tempo si sono rivelate fondamentali per la nascita di Toscana Construction e la mia nuova vita negli USA …….IMG_0952

Hai vissuto e lavorato in diversi paesi: che differenze hai trovato rispetto a Miami?
Dopo aver viaggiato in quasi tutto il mondo mi sono fermato a Miami. Il segreto di questa città è quello di vivere in un posto tropicale e di non sentirsi mai cosi lontano da casa e dalle nostre abitudini. La comunità italiana è molto grande e sta crescendo sempre di più …..dappertutto senti parlare italiano….. nei locali, ristoranti, supermercati sembra di respirare aria di casa. Eppoi c’è l’influenza latina che caratterizza questa città e la rende unica.

Qual è la sensazione che hai provato appena arrivato a Miami?
La prima sensazione è stata subito quella di potercela fare. Miami è una città piena di energia dove persone con voglia di fare e idee si rendono conto di essere nel posto giusto ….E questo ha un grande effetto soprattutto su noi italiani che siamo abituati a crescere in un paese dove fare business non e’ cosi semplice….

….soprattutto nell’edilizia, il settore più colpito dalla crisi, in Italia. E invece a Miami?

Appena arrivato, dopo uno studio di mercato, mi sono reso conto che nel settore immobiliare delle costruzioni c’era una grande richiesta di qualità che non era facile da trovare da parte di molti investitori, specialmente europei, che stavano comprando appartamenti e case a Miami. L’idea e’ stata quella di portare la nostra cultura delle costruzioni basata sulla professionalità e sulla qualità delle rifiniture in un mercato dove queste caratteristiche erano quasi assenti. Da queste basi è nato il progetto Toscana Construction.

Quindi essere italiano è stato determinante….come è visto l’italiano a Miami?
L’italiano a Miami ed in generale negli USA e’ visto come portatore di cultura e qualità. Il made in Italy suscita sempre un grande fascino negli Americani e non solo. Questo non vuol dire che tutto quello che è made in italy funzioni…..il suo appeal deve essere garantito da qualità, cultura, professionalita’ …e soprattutto da tanta passione! Che alla fine e’ quello che cerca la gente quando sceglie il Made in Italy.

Ecco così spiegato il successo di Toscana Construction….
Toscana Construction nasce come un progetto di vita e come tale basato su tanto impegno, sacrificio e forza di volontà. Come tutti i progetti di vita non è stato cosi facile, anzi… Le difficolta’ iniziali sono state moltissime soprattutto per realizzare il mio obiettivo…. E’ stata veramente una sfida portare una nuova mentalità di lavoro in un posto dove la cultura del dettaglio e della qualità era quasi sconosciuta alla manodopera locale. Ma la perseveranza e la voglia di farcela hanno avuto la meglio e con il tempo siamo riusciti a formare gruppi di tecnici sempre più specializzati con gli standard qualitativi che volevamo raggiungere e offrire ai nostri clienti.

Quindi il made in Italy non è l’unico “ingrediente” del successo di Toscana Construnction….
Il segreto del successo di Toscana Construction è l’impegno, il sacrificio e tanto lavoro. Questi sono gli ingredienti base che ci permettono di offrire un prodotto di alta qualità garantito dalla nostra organizzazione che assiste con professionalità i nostri clienti dalle prime fasi di progettazione fino alla conclusione del lavoro.

Qual’è la clientela di Toscana Construction?
Come azienda Italiana attiriamo principalmente clienti europei e in gran parte italiani . Il 20-30 % sono americani in cerca di qualcosa di differente ed attirati dal made in Italy.
Sin dall’inizio il nostro target e’ stato il mercato high end del lusso. I nostri progetti si sono concentrati su appartamenti e ville di alto pregio…..E’ lì che la nostra filosofia di lavoro trova la massima espressione.
Negli anni ci siamo specializzati anche nel settore commerciale con l’apertura di locali e ristoranti principalmente italiani e nella ristrutturazione e riqualificazione di palazzine “Art Deco” in South Beach.IMG_0950

Miami sta vivendo un periodo d’oro per gli investimenti immobiliari, anche da parte di investitori italiani…….
Miami negli ultimi anni ha avuto un grande boom di investitori italiani e molti di questi sono nostri clienti. Il grande vantaggio di investire in un mercato immobiliare come quello di Miami e specialmente Miami Beach e’ rappresentato dalla solidità del mercato e dalla possibilità di ottenere un reddito dagli investimenti. Negli ultimi anni gli italiani hanno fatto la parte del leone nel mercato immobiliare, specialmente in quello di South Beach con l’acquisto non solo di singoli appartamenti ma anche di intere palazzine che spesso vengono ristrutturate e rivendute come singoli appartamenti. Oppure semplicemente gestite come affitti.

Miami negli ultimi anni è diventata l’archetipo della fuga, la terra promessa per la second life…è proprio così?
Si, negli ultimi anni ho visto un aumento importante di giovani italiani arrivare a Miami in cerca di una nuova opportunità.

Se è così, puoi dire, in due parole, cosa fare per venire a Miami?
Il consiglio che posso dare a chi decide di trasferirsi a Miami e’ quello di essere coscienti di calarsi in un sistema che, se sfruttato a dovere con la giusta mentalità può dare grandi opportunità in tutti i campi ….come può fare molto male!!! Quello americano è un sistema molto complesso e altamente e per la sua selettivo….
Quindi ,in poche parole, concentrarsi sul lavoro con tanto sacrificio e voglia di rimettersi in gioco, di ricominciare da zero senza distrazioni tenendo come base i nostri valori e la nostra cultura. Molto importante e’ avere vicino persone che affrontano questa esperienza con la stessa forza e volontà aiutando a superare i momenti difficili che si possono presentare.

E cosa NON fare…..
La prima cosa che suggerisco a chi intende trasferirsi a Miami è un cambio di mentalità brusco e veloce. Capire quali sono le nuove regole del sistema e quello che è il modo di pensare degli americani. Dimenticarsi del nostro modo di pensare italiano, stare alle regole, sfruttare questo sistema che, se capito e ben interpretato, può dare grandi soddisfazioni.

In Italia hai ancora forti legami, parenti, amici, ricordi…. è difficile staccare da questo mondo affettivo?
In Italia ho la mia famiglia. All’inizio non è facile….poi, grazie anche all’aiuto della tecnologia, sono riuscito a controllare la nostalgia…. Ci sentiamo e vediamo via computer giornalmente e questo mi aiuta a sentire meno la loro mancanza …. e a ricevere quel supporto indispensabile per superare le inevitabili difficoltà che s’incontrano durante questo cambio di vita.
Qui ho la mia famiglia, mia moglie Lisbeth, che gioca un ruolo fondamentale nella nostra azienda e soprattutto mi offre quel sostegno morale che, come dicevo prima, è molto importante per affrontare con il giusto spirito questa nuova fase della vita.

La domanda è d’obbligo… a questo punto, torneresti in Italia?
Ti dico la verità. No. Purtroppo il nostro paese ha ancora troppo da imparare su come fare business… e su come dare opportunità ai nostri giovani. Abituato come sono adesso a lavorare in un sistema basato sul business e sulle opportunità sarebbe molto difficile calarsi di nuovo nel sistema italiano.

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