Ieri sera, tra gli spalti dell’American Airlines Arena, l’emozione era davvero palpabile. Dagli immancabili tifosi dei Lakers agli storici fan degli Heat: tutti aspettavano ansiosi l’ingresso in campo del numero 23 del club californiano, LeBron James.

James torna a calcare il parquet di Miami, questa volta da avversario, per giocare contro il vecchio amico Dwyane Wade, purtroppo, nuovamente assente insieme alla guardia Dion Waiters e allo sloveno Goran Dragic, ancora fuori per l’infortunio al ginocchio. Dopo un inizio apparentemente ad armi pari, dove ad un canestro degli ospiti ne segue uno dei padroni di casa, i Lakers iniziano ad ingranare la marcia e il quattro volte MVP James offende il canestro degli Heat senza sosta (19 punti già alla fine del primo quarto). I tentativi degli Heat di recuperare il divario sono continui, ma commettono troppi errori e i giallo-viola non sono certo la squadra adatta con cui concedersi distrazioni. Infatti dopo il primo periodo chiuso 34-21 Miami si trova a dover gestire un divario che risulterà incolmabile e chiuderà il match per 97-113. I numeri di James di questa gara sono sbalorditivi: 51 punti, di cui 19/31 dal campo e 6/8 dall’arco, 7/10 dalla lunetta oltre ai 7 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi ed una stoppata. Per gli Heat i 19 punti di Wayne Ellington con i 17 di Tyler Johnson e Josh Richardson e i 14 di Rodney McGruder (entrato al posto di Dragic), non sono bastati e per il club della Magic City chiude con la decima sconfitta su 16 gare disputate.

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