Mettete da parte i fan di Vasco, accampati fuori dallo stadio per tre giorni prima di un suo concerto. Mettete da parte anche il lancio di un vettore orbitale, stile Space Shuttle a Cape Canaveral. La nuova moda del momento è il Presidente Trump. Appostarsi per ore all’aeroporto per filmarlo e applaudirlo, in attesa che scenda dall’Air Force One, in uno dei suoi frequentissimi voli verso una delle sue proprietà di Miami o di New York. Il POTUS, acronimo di President Of The United States, è di casa a Miami nella sua tenuta di Mar-à-Lago, dove si è recato per incontrare il Premier giapponese Shinzo Abe. Ad accoglierlo all’arrivo la Bestia, l’auto presidenziale blindata ufficialmente nota come Cadillac One, un cordone di sicurezza, Marco Rubio, il sindaco repubblicano di Hialeah, e un coro di fan che sono una  presenza fissa all’aeroporto internazionale di Miami ad ogni passaggio del Presidente più singolare d’Occidente. Perché l’America è anche la spettacolarizzazione del viaggio. Fatto singolare: Carlos Gimenez, sindaco repubblicano della Contea di Miami-Dade, avrebbe voluto essere presente all’arrivo di Trump, ma la Casa Bianca non gli ha fatto avere alcun invito, ufficiosamente per aver chiesto a Trump di ritirarsi dalla campagna presidenziale del 2016. In ogni caso non mettete da parte del tutto il progetto di andare a vedere il lancio di un vettore orbitale: per i patiti del catastrofismo c’è sempre la possibilità di assistere a una macro-esplosione, come a Wallops Island nel 2014 ; nel peggiore dei casi vi vedrete un razzo che lancia nello spazio un blocco di una decina circa di tonnellate. Uno spettacolo garantito.

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