JACKSONVILLE, FLORIDA. I genitori di Seth Owen gli avevano dato l’ultimatum a Febbraio, dopo un anno di duri scontri: frequentare la loro chiesa battista e i programmi di recupero per omosessuali, o essere cacciato di casa. Owen in quella chiesa non ci è mai entrato, e adesso la Georgetown University ha preso la decisione di ammetterlo abbonandogli la retta scolastica.

Sulla carta ad Owen Smith andava tutto bene. Si è diplomato come  valedictorian  – lo studente che si diploma con il voto più alto del suo anno e tiene il discorso di commiato alla cerimonia di diploma – alla First Coast High School con una media di voti del 4.16. Uno studente capace, ma per i genitori questo non aveva importanza: Owen era gay e andava curato, come in una canzone di Povia. Tutto il resto passava in secondo piano. Così, dopo anni di discussioni e scontri sull’orientamento sessuale del figlio, ecco arriva l’aut-aut: o ti curi, o te ne vai. Dato che non esiste una cura per l’omosessualità – anzi le strutture di recupero per persone LGBTQ finiscono spesso nell’occhio del ciclone per scandali inerenti abusi, violenze e torture, o per il ricorso allo stupro correttivo – Owen si è rifiutato di partecipare a quegli incontri, ed è stato cacciato di casa. Molte storie di successo, parte integrante del grande sogno americano, sono cominciate con una porta sbattuta alle loro spalle, ma per Owen Smith la storia rischiava di essere diversa: la retta universitaria per la Georgetown non è eccessivamente alta, ma il piano scolastico di finanziamento per accedervi teneva comunque conto del reddito della famiglia Smith, di cui Owen non fa ora più parte, lasciandolo con un buco di almeno 20.000 $ rispetto alle risorse disponibili per lui. Insomma, la via dell’università era chiusa.

Ma non tutto era perduto per questo 18 enne ambizioso e amante dello studio, costretto a ricorrere all’ospitalità di amici ed ex compagni di classe per rimediare un posto dove dormire la notte, e a cercarsi un lavoro per potersi mantenere avendo ormai perso ogni sostegno da parte della famiglia. Vedendo questo studente brillante e promettente, costretto a lavorare full-time dopo le lezioni per guadagnarsi da vivere, Jane Martin, professoressa di biologia di Seth con cui aveva sviluppato un rapporto di profonda amicizia (Seth le ha fatto da paggio portando le fedi al matrimonio di lei) ha deciso di lanciare una campagna GoFundMe dal titolo Let’s make Seth a Hoya! per aiutarlo a pagare le tasse d’iscrizione. Gli Hoya sono gli studenti della Georgetown University, università cattolica di Washington D.C.

L’obiettivo era raggiungere la cifra di 20.000$ per permettere a Seth di iscriversi all’università, ma in meno di 6 settimane ben 2.679 persone hanno donato 141.529 $, più di 7 volte la cifra richiesta.
La cosa più interessante? Alla data del 1° Agosto, dopo 5 settimane di campagna, erano stati donati già 50.000$, gli altri 91.529 sono stati donati nei seguenti tre giorni. Portando Jane a decidere di chiudere la raccolta fondi.
Nella raccolta fondi Jane scriveva che 20.000$ le sembrava un obiettivo irraggiungibile, ma che non sapeva cos’altro fare. Nessuno si sarebbe aspettato una simile solidarietà. Come se non bastasse, la Georgetown University ha riesaminato il caso di Seth – dopo aver ignorato per mesi le suppliche e gli appelli del ragazzo, spesso accompagnate da lettere di raccomandazione di professori, tutor scolastici e membri in vista della comunità – decidendo di garantirgli una borsa di studio gratuita. Seth Owen adesso è un HOYA, classe 2022. Una vittoria per la civiltà e un altro capitolo nel libro del Sogno Americano.

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